lunedì 16 gennaio 2017

"La leggenda dell'arcobaleno" di Chieko Hara

Questa storia è ambientata in Scandinavia, in un fittizio principato chiamato "Lindgren". Siamo nell'800 (il periodo storico non è mai detto esplicitamente, ma un po' si capisce dagli usi e costumi) e la protagonista di questa storia è Finnie Zwann, una nobile di campagna che ama fare il maschiaccio insieme ai suoi amici, tutti maschi, tra cui Nils che è il suo migliore amico.
I bambini amano addentrarsi nella cosidetta Valle dell'arcobaleno, un posto incantevole dove si puo' ammirare un bellissimo arcobaleno e si puo' pescare nel fiume che vi scorre accanto.
Vi è anche una leggenda a proposito dell'arcobaleno: se una persona riesce a vederlo e trova sette diversi tipi di fiori, e nel momento di andare a dormire li appoggia tutti e sette vicino al proprio guanciale, sognerà l'amore della propria vita.
Finnie, anche se di indole spavalda e combinaguai, è pur sempre una bambina e crede a questa leggenda.

Un giorno, mentre sale su un albero per ammirare il meraviglioso arcobaleno, scorge un ragazzino che non ha mai visto: scoprirà in seguito che si tratta di Adrian Glenn, figlio illegittimo del Granduca di Glenn e per questo, essendo l'unico maschio, destinato a prenderne la carica, visto che il padre è morto.
A portarlo alla tenuta degli Zwann ci ha pensato lo zio Astrid, a cui Finn è molto affezionata e che fa da precettore ad Adrian.
I due bambini non vanno d'accordo, ma presto entreranno in sintonia e quando Adrian dovrà tornare alla tenuta dei Glenn, Finnie ha il permesso di seguirlo con la scusa di "imparare le buone maniere".
In questa nuova e bellissima tenuta farà la conoscenza dell'antipatica Duchessa e delle sue due figlie: la scontrosa e schizzinosa Olga e la dolce e carina Rode.

Un giorno Finnie sente per caso una conversazione tra suo zio Astrid e la Duchessa, e capisce che è
stato Astrid a volere che la bambina arrivasse alla tenuta Glenn, perchè Adrian proprio non voleva metterci piede e Finnie sarebbe stato un ottimo incentivo.
Sconvolta dalle parole dello zio, che si rivela essere una persona molto calcolatrice e abbastanza subdola, Finne cade dalle scale ma viene salvata da Adrian, che rimane pero' gravemente ferito alla testa.
La bambina le sta accanto durante la degenza, ma sa benissimo che se ne dovrà andare alla fine della Festa Campestre, una festa dove Adrian sarà presentato ufficialmente come Duca.
Adrian questo lo ignora, e quando Finnie se ne va (questi erano gli accordi con zio Astrid),il bambino resta ferito e promette ad Astrid diventare un perfetto Duca.

Ora passano gli anni, Finnie è cresciuta ed è una bella ragazza. Un giorno viene invitata alla tenuta dei Glenn e dopo anni incontra Adrian. Tra i due c'è tensione, e  quando la ragazza se ne torna a casa con Nils (che è diventato il suo cocchiere di fiducia) si imbatte in Karl, un affascinante ragazzo che si scoprirà essere il Granduca del Principato di Lindgren.
Il ragazzo prende molto in simpatia Finnie, e passa con lei qualche giorno a casa sua in campagna. Ben presto pero' dei servitori arrivano per cercare Karl, che sembra essere insofferente alla regole nobili anche per via del suo stato di salute , piuttosto precario.
Il ragazzo inizia a fare i capricci dicendo che tornerà in città solo se Finnie lo seguirà....cosa succederà tra i due?

"La Leggenda dell'Arcobaleno" è uno shoujo ad ambientazione occidentale, molto di moda in quegli anni (è stato pubblicato per la prima volta a metà degli anni '80). Ci sono tutti i clichè di quel genere di manga: complotti, avvelenamenti, morti (eh si, anche quelli!), colpi di scena e promesse d'amore eterno.
La storia pero' l'ho trovata a tratti noiosa, sicuramente non è all'altezza nè di Fostine nè di La Sonata del Vento, gli altri due lavori editi in Italia della stessa autrice.
Forse la storia poteva essere un pochino ridimensionata, infatti comprende 4 volumetti di 220 pagine circa ciascuno (nell'ultimo volume c'è uno spin-off abbastanza insulso incentrato sul personaggio di Olga, che nella storia principale era sempre rimasta abbastanza nell'ombra al contrario della sorella Rode, che si innamorerà di Nils, l'amico d'infanzia di Finnie).

Il tratto di Chieko Hara a me piace, ma non è all'altezza di quello della sua "rivale" Yumiko Igarashi. Non a caso io la chiamo la "Igarashi dei poveri".
Non mi convince a volte come disegna i volti, cosa che invece la Igarashi fa molto bene. Ho letto da qualche parte che all'inizio della carriera, Chieko Hara disegnava molto meglio ma poi a poco a poco comincio' a cambiare stile di disegno, semplificandolo molto (cosa che invece la Igarashi non ha mai fatto, basti pensare al suo recente "Rose Josephine", edito da J-POP).

L'edizione Star Comics è quella degli anni '00. Lettura all'occidentale, una parte redazionale alla fine dove si rispondeva alle domande dei lettori, pochi fronzoli e una qualità della carta un po' precaria, anche se dal volume 3 migliora.

Insomma, consiglio questo manga a chi ama gli shoujo anni '70 e '80 o in generale a chi ama i manga ambientati non in Giappone, con una storia di intrighi e quant'altro.
Tengo comunque a precisare (opinione personalissima), che continuano a piacermi di piu' questo tipo di manga vintage con storie di castelli, amori sfortunati, intrighi ecc rispetto agli shoujo "copia-incolla" moderni, con la ragazzina che va al liceo e ha la sua cotta sentimentale per il belloccio di turno.
Almeno nel tipo di storie di una volta c'era anche una vena di suspance e di originalità per certe trovate, cosa che a mio modesto avviso manca totalmente agli shoujo manga d'oggi.


Storia: 6
Disegni: 8

Edizione Star Comics: 6.



lunedì 9 gennaio 2017

Premio "My Cup of Tea" 2016



Un altro anno e passato, ed eccoci quindi arrivati alla quarta edizione del premio "My Cup of Tea". Questo premio è nato tre anni fa, con lo scopo di celebrare non l'opera più bella dell'anno di riferimento (troppo facile) ma piuttosto, quella che più vi ha sorpreso, contro ogni aspettativa e pregiudizio .  Per opera intendo qualsiasi cosa: fumetto, serie tv, film, libro, e quant'altro (ad esempio, volete dare la tazzina ad un blog? Potete farlo!) . E potete fare anche premiazioni multiple, per ogni tipologia (quindi un film, una serie tv e così via). Non ci sono scadenze, cari amici blogger, ma se partecipate fatemelo sapere. E se non avete voglia di scrivere un post sul vostro blog, assegnate le vostre tazzine nei commenti qui sotto! [created by Yue Lung]

Ok, cominciamo!

LIBRO: "Non so chi sei ma sono qui" di Becky Albertalli (titolo orig "Simon VS the homosapien agenda").
Questo libro scritto per un pubblico di gggggiovani con una scrittura molto gggiovane mi ha davvero molto entusiasmata!
Parla di questo adolescente, Simon, che si scambia e-mail con un certo Blu, un ragazzo che frequenta il suo stesso liceo ma di cui non conosce l'esatta identità.
Attorno a Simon gravita il suo mondo fatto di migliori amici (tra cui la migliore amica amante dei BL), genitori molto easymind e ovviamente lo spettro del ricatto poichè Martin, un compagno di scuola, ha visto per caso le email tra Blu e Simon e minaccia di rendere pubblica la cosa, se il ragazzo non le presenterà Abby, una sua amica molto carina.
Come si comporterà Simon di fronte a questo vile ricatto? E soprattutto chi è Blu?
Non vi nascondo che mi sono proprio divertita, mentro leggevo questo libro, a capire chi diavolo fosse Blu. Quando l'ho scoperto sono rimasta un po' sorpresa (in senso buono).
E' un libro molto dolce, da cui presto sarà tratto un  film (il cast non è stato ancora ufficialmente rivelato).




SERIE TV: "Shut Eye", con Isabella Rossellini e quel bel uomo di Jeffrey Donovan. Questa serie parla di Charlie, un truffatore che millanta di essere una specie di sensitivo quando invece sfrutta la sua intelligenza e perspicacia per spillare soldi ai suoi clienti.
Un giorno pero' il fidanzato di una sua cliente lo pesta (dopo che Charlie dice alla ragazza che molto probabilmente lui lo tradisce ed è meglio che lo lascia) e da quel momento l'uomo comincia ad avere nitide visioni, déjà-vu e altri tipi di "poteri" (se cosi' possiamo chiamarli) che gli saranno ovviamente molto piu' utili per il suo mestiere.
Contrapposte alla vicende di Charlie e famiglia ci sono quelle del clan gypsy capeggiato dalla matriarca Rita (la Rossellini) e Fonso.
Questo clan ha tipo il monopolio delle attività di cartomanzia e quant'altro, e Charlie ha con loro il tacito accordo di presentarli dei clienti "potenziali" ma quando la moglie del protagonista trova la cosidetta gallina dalle uova d'oro, i due decidono di tacere la cosa a Fonso e Rita e di intraprendere questa nuova avventura da soli...
Mi ricordo che mi dissi "massi' vediamoci questa cosa visto che c'è la pausa invernale e non ho nulla da vedere" ma mi è piaciuta davvero molto molto!


FILM: mi spiace ma non ho visto nessun film degno della tazzina. O ho visto film che sapevo mi sarebbero piaciuti molto, o ciofeche.


MANGA: un volume unico uscito in Francia per Akata intitolato "Sans aller à l'école, je suis devenu mangaka". Ne avevo parlato qui (scorrete un po', è la pagellina piu' in basso). Questo manga di quest'autore sconosciuto mi ha molto sorpresa, sia per le tematiche che per la narrazione. Sono 300 pagine ma volano che è una meraviglia!
Se sapete il francese è una lettura che vi consiglio assolutamente, purtroppo in altre lingue non è reperibile nemmeno per altri canali. C'è da sperare che qualche editore italiano lo porti, essendo un volume unico magari c'è qualche speranza in piu' [come sono ottimista...].

Mi raccomando partecipate in tanti a questo contest perche è tanto carino *_*


giovedì 5 gennaio 2017

"New York New York" di Marimo Ragawa

"New York New York" era uno di quei manga che volevo sempre recuperare, ma essendo uscito per la prima volta nel 1999 ed essendo ovviamente esauritissimo (si sa che la Planet Manga ristampa solo quello che vuole lei), non sono mai riuscita a recuperarlo.
Ora complice le feste di Natale, i soldi regalati e una discreta botta di didietro trovata su Ebay, ho potuto finalmente comprarlo e leggerlo.

Premessa:

"NY NY" è uno shoujo manga [grazie MariSte!!!] con tematiche omosessuali. Non sono molti gli shoujo che hanno come protagonisti coppie di gay. La serie consta di 4 volumetti totali.
Certo, per fortuna (almeno una volta, negli anni '90, '80 e '70 -con i primi esperimenti-) le autrici (o le riveste contenitore) osavano di piu', basti pensare a "Banana Fish" di Akimi Yoshida, alle opere di Reiko Shimizu o andando indietro al capolavoro "Mari to Shingo" di Toshie Kihara (del 1977) senza scordarsi le varie opere di Yasuko Aoike.
Insomma,una volta coppie gay avevano spazio in un target "shoujo", cosa ora assai improbabile. Tengo a precisare che le riviste BL esistevano anche all'epoca , certo non ce n' erano tantissime come oggi ma comunque esistevano e specialmente negli anni '90 avevano avuto il loro "boom".

Cosa e successo poi? Probabilmente chi lavorava per riviste shoujo manga ha voluto prettamente concentrarsi sulle classiche storia adolescenziali , ambientate durante le scuole medie o le superiori.

Questo tipo di storie vengono tuttora pubblicate in Italia con successo (Planet Manga dice no, ma visto che continuano ad intasare il mercato italico con questo tipo di shoujo, mi viene da pensare diversamente).

La storia:


I protagonisti sono Kain e Mel. Kain è un poliziotto gay che pero' ha un conflitto interiore, non riesce a parlarne in maniera aperta della sua omosessualità e ha paura del giudizio della gente in modo costante.

Mel invece è un ragazzo dolce che non ha problemi con la sua natura omosessuale. Il ragazzo non ha avuto per niente un'infanzia facile: abbandonato dalla madre che poi si è suicidata e vittima di un patrigno che lo violentava, pur di andarsene di casa ha cominciato a prostituirsi fin da giovanissimo.
Una volta cresciuto ha cominciato una vita regolare, con un lavoro come cameriere.
I due si incontrano per la prima volta in un locale gay ed è colpo di fulmine.
Iniziano a frequentarsi e la dolcezza di Mel sembra far sciogliere le preoccupazioni di Kain, che decide di presentare il suo fidanzato ai genitori, che vivono in un'altra città.
Vanno addirittura a convivere in una casetta fuori città.
All'inizio la madre non la prende bene ma ne se farà una ragione, mentre il padre (professore di mestiere) sembra non avere problemi.

Nel manga c'è anche spazio per l'azione: Kain, essendo poliziotto, ogni tanto si ritroverà a risolvere casi, che purtroppo avranno Mel come protagonista.

In un caso, Mel si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e viene violentato da uno dei rapinatori.
Il secondo caso, molto piu' complesso, vede protagonista un certo Joey, ossessionato dal ricordo del fratellastro (biondo , con gli occhi azzurri) che rapisce Mel perchè glielo ricorda.
In effetti questo psicopatico ha lasciato dietro di sè una lunga scia di cadaveri, tutti di persone bionde (solo perchè gli ricordavano il difficilissimo ambiente familiare in cui era cresciuto).
Un'agente dell FBI, Luna, che seguiva il caso di Joey dagli albori, aiuterà Kain nella disperata ricerca di Mel, scomparso di casa da quasi un mese.

Nel capitole finale, ambientato qualche anno dopo, assistiamo ad un tema poco trattato nei manga: l'adozione da parte di una coppia gay. Kain e Mel infatti, ormai quasi trentenni, decidono di adottare la rossa Emily, una bimba bisognosa di una famiglia visto che la madre è dipendente dal crack.
In questo capitolo (davvero molto intenso e probabilmente il miglior riuscito della serie), assistiamo agli sberleffi dei compagni di classe di Emily solo perchè "ha due genitori gay" fino alla crescita della ragazza, per poi vederla adulta e sposata con un giornalista, che tempo prima si fa raccontare da Kain la storia sua e di Mel, trasformandola in un libro di successo. Ovviamente il titolo del libro in questione è "New York New York".

Il tratto di Marimo Ragawa è molto personale ed intenso, mi sono sempre piaciuti i disegni di quest'autrice. Disegna in modo molto realistico e anche l'ambientazione prettamente occidentale è descritta bene (nelle sue postille, la Ragawa spiega di essere stata a NY un paio di volte per trovare del materiale).

L'edizione della Planet Manga, per essere del 1999, è molto buona. La lettura è ribaltata, cioè all'occidentale (cosa comune ai manga pubblicati in quel periodo).
Non c'è la sovra copertina, ma la cover è resistente e leggermente patinata.
La carta usata, strano a dirsi, è molto buona.
L'adattamento mi sembra buono, solo alcuni punti mi hanno lasciata un po' perplessa. Tutto sommato è un buon lavoro.

Nel volume 4 è presente una one-shot abbastanza lunga che è assolutamente slegata da "New York New York" e che parla di una bella amicizia tra due ragazzi. Il racconto si intitola "Da me a te" e magari ve ne parlerò in separata sede.

Conclusioni:



"NY NY" ha come punti di forza l'introspezione psicologica dei personaggi, davvero molto accurata. Il tormento di Kain nei volumi iniziali, la fragilità di Mel e il rifiuto della madre di Kain quando lui gli porta il fidanzato per farglielo conoscere, sono tutte cose descritte in maniera molta realistica e anche toccante. La Ragawa non è la prima arrivata, è una mangaka con esperienza che sa imbastire situazioni molto complesse con grande classe.

I contro sono certe scelte dall'autrice, ovvero l'accanirsi sulla coppia con i fatti "gialli" in cui Mel è (ovviamente la vittima) e dove vediamo Kain che fa di tutto per salvarlo, restandogli vicino anche per il supporto psicologico.
Magari la Ragawa poteva benissimo eliminare la prima volta dello stupro di Mel ad opera di banditi di e concentrarsi di piu' sul secondo caso, quello dello psicopatico Joey.

In definitiva è un manga che consiglio agli amanti del genere BL, a chi cerca personaggi con una forte introspezione psicologica ma nulla di piu'.


Storia: 7
Disegni: 8,5

Edizione Planet Manga: 8.



mercoledì 28 dicembre 2016

"Rock" di Kyoko Okazaki

"Rock" è un josei del 1991 scritto e disegnato da Kyoko Okazaki, un'autrice molto prolifica (soprattutto in fatto di volumi unici) che purtroppo ha avuto un'incidente nel 1996 e da lì in poi ha pubblicato solo sporadicamente (stando a Baka-Updates Manga, il suo lavoro piu' recente è "Rude Boy", volume unico targato 2012).

Il manga si apre con una coppia di piccoli gemelli, che assistono ad una litigata tra loro padre, che si trova in casa, e la madre andata chissà dove.
I due gemelli ad un certo punto vanno in una stanza e rovistando scoprono delle foto di loro madre quando era piu' giovane e faceva la modella.
Da qui la storia va a ritroso e facciamo la conoscenza della madre dei gemelli, che si chiama  Rock e del loro padre, di nome Astro.
Quasi tutti i nomi dei personaggi presenti in questo albo sono riferimenti a personaggi di Osamu Tezuka. A fine recensione vi farò una specie di "glossario".

In un passato neanche tanto lontano, vediamo Rock a casa di Spica, una donna lesbica (nonchè sorella di Astro) che si occupa di un'agenzia di modelle.
Rock piange e frigna perchè Astro la tradisce in continuazione.
Dopo la riappacificazione, i due si sposano in fretta e furia (hanno solo 17 anni), per poi divorziare subito dopo e risposarsi altrettanto velocemente.
E' propri cosi' la storia d'amore di questa giovane coppia, in bilico tra immaturità, emotività e quant'altro. Ma c'è comunque un collante tra questa coppia scapestrata: un amore vero ed autentico.
Anche quando Rock viene a sapere che Astro l'ha tradita con la super modella Sapphir, dopo una mega litigata seguita da crisi isterica, i due comunque tornano insieme.

Astro vuole ingrandire il suo business delle boutique, ma viene fregato da una sua dipendente, tale Ochanomizu.
Questa tizia fa il doppio gioco ed è in combutta con la sorella di Astro, che vuole a tutti i costi che Rock diventi una modella dopo che la sua modella di punta, Melmo, ha deciso di lasciare il mondo della moda per il troppo stress che comporta.

Ochanomizu combina un bel guaio alle finanze di Astro, e Spica offre al fratello una notevole somma di denaro per non fallire. In cambio Astro dovrà solo convincere Rock a diventare una modella, sebbene la ragazza abbia piu' volte rifiutato questa proposta in passato, quando Spica l'aveva invitata a pensarci.

Intanto, mentre Astro lavora giorno e notte e Rock si annoia a casa, facciamo la conoscenze di Uran, la figlia di circa 8 anni che Spica aveva avuto prima di diventare lesbica (e prima che il padre di Uran diventasse gay, LOL).
La bimba tiene compagnia a Rock, e quando torna Astro e le comunica che sta per fallire, lei è contenta perchè cosi' potranno passare finalmente piu' tempo insieme.
Astro le fa pero' notare che il cibo che mangia, la donna delle pulizie, e lo stesso sfarzoso appartamento vengono pagati dagli introiti del suo lavoro, che ora sta annacquando.

illustrazione su rivista
Rock, parecchio volubile, non ne vuole proprio sapere ma cambia idea quando il giorno seguente vede Astro in compagnia di una sua ex di nome Hecate da cui ha avuto pure un figlio in passato (chiamato Chibita). La notizia la lascia allibita, infatti non sapeva nulla di questa storia. Rock dunque decide con tutta sé stessa di diventare una top model, con il solo scopo di far rosicare Astro.
Dovrà perdere anche 10 kg, e tra sofferenze indicibili (era abituata a mangiare bene) e tanta palestra, comincia la sua avventura nel campo della moda, con risultati piu' che apprezzabili.

Sempre piu' in equilibrio precario tra un lavoro che odia e la sua cocente delusione amorosa, la ragazza fa amicizia con Shinichi, modello gay (aspirante trans) che vive nello stesso complesso di Spica.
I due, pur avendo caratteri diametralmente apposti, faranno amicizia e quando Astro sarà costretto a sposare Hecate (si scoprirà che dietro al fallimento delle sue boutique c'è il padre di quest'ultima), i due impediranno il matrimonio e Rock, una volta riappacificatasi con il suo amore, manderà al diavolo una volta per tutte Spica, che comunque vedremo rientrare in scena nel capitolo finale, quando si torna al presente e i due gemelli tornano ad essere i protagonisti.

"Rock" è un volume unico molto interessante, in cui la Okazaki mostra una 17enne disillusa e cinica alla prese con un mondo che odia (quello della moda) e con un amore ancora immaturo che pero' col passare degli anni crescerà sempre piu'.
I personaggi secondari, pur essendo un volume unico di circa 175 pagine, sono tutti ben caratterizzati, cosa abbastanza rara.

I disegni di Kyoko Okazaki sono....i suoi disegni, essenziali ma affascinanti.

L'edizione Casterman è un 15x21 che rende giustizia ai disegni, non c'è la sovra copertina ma una bella copertina con alette.


Storia: 8,5
Disegni: 7

Edizione Casterman: 8,5.



* Ecco a voi il glossario dei nomi. Cliccate direttamente sul nome, vi porterà ad un link con il personaggio creato da Osamu Tezuka, a cui Kyoko Okazaki rende splendidamente omaggio.

Rock
Astro
Uran
Shinichi
Melmo
Sapphir
Chibita *
Hecate
Ochanomizu


Spica è l'unico personaggio che non fa riferimento al mondo dei manga di Tezuka, si tratta della prima stella della costellazione della Vergine (cosi' spiega l'autrice in una postilla a fine volume).
*dopo un controllo, anche Chibita pare non sia un personaggio di Tezuka, ma di Fujio Akatsuka.





mercoledì 21 dicembre 2016

"Nonamour" di Kyoko Okazaki

"Nonamour" è un volume unico josei pubblicato in Francia ormai quasi dieci anni fa. L'autrice è Kyoko Okazaki, una donna che adoro perchè è capace di scavare nell'animo umano in una maniera impressionante.
I suoi disegni non saranno niente di speciale, ma sono molto originali e hanno un loro perchè.

In questo "Nonamour" (il "non amore"), la protagonista  è Junko, un'universitaria a tempo perso che preferisce vivere con un uomo violento e molto più anziano di lei piuttosto che mettere piede in quello che è il suo vero appartamento, che condivide con Takao, suo fratello maggiore.
Junko cerca di evitare l'appartamento perchè semplicemente è innamorata di Takao.
Ecco ora lasciatemi fare una piccola digressione: io ho amato molto questo manga, ma davvero non sopporto i personaggi che si dichiarano "innamorati" dei loro fratelli o sorelle. E' una cosa che proprio non concepisco in maniera assoluta. Fossero stati fratellastri lo avrei anche abbastanza capito, ma cosi' proprio no, mi dispiace.
Purtroppo sembra che in Giappone ci sia la moda dell'eroina di turno innamorata persa del fratello, questo non è di certo  il primo manga in cui leggo una cosa simile.

Ok finisco la digressione, dicendovi che probabilmente il vero protagonista del manga insieme a Junko è Santa, un ragazzo che frequenta la stessa università della protagonista e che rimane senza alloggio dopo aver litigato con quella che era la sua ragazza.
Junko (in una delle rare volte che si presenta ai corsi) gli dice senza troppi complimenti che potrà andare a stare da lei, visto che appunto vive altrove e non c'è mai.
Preso dalla disperazione del momento, Santa accetta e inizia a convivere con Takao al posto di Junko, sempre piu' invischiata in quella relazione di amore/violenza con l'uomo piu' anziano.

Intanto Santa scopre che una sua ex fiamma, Masako, è in procinto di sposarsi. Il matrimonio è stato combinato (come spesso accade in Giappone) e lei, dopo una notte di sesso con Santa, sembra avere dei ripensamenti.
Anche il ragazzo sembra essere sinceramente innamorato di lei, così decide insieme a Junko di presentarsi il giorno delle nozze per dire chiaramente quello che pensa.
Ma va a finire che Masako al suo matrimonio neanche si presenta, lasciando tutti allibiti.

Tempo dopo, Santa viene investito da un' auto guidata da una certa Momoe, che si scoprirà essere l'ex del fratello di Junko di cui lei è tanto gelosa.
Momoe è sposata con uomo che lavora in USA ma rivela a Takao di essere incinta di un altro uomo.
Quando Junko corre in ospedale in pensiero per quello che è successo a Santa e s'imbatte nella donna, succede una scenata colossale con tanto di tirate per i capelli e quant'altro.
Alla fine Santa ha "solo" una gamba ingessata, ma i suoi propositi di fare diversi lavori per potersene andare da Junko e suo fratello, ritenuto da lui stesso "due pazzi", vanno in fumo.

Ormai Santa si è quasi ristabilito e puo' fare delle terapie fuori dall'ospedale. Un giorno Junko va a
cover giapponese
trovarlo non sapendo che in quel momento è assente, e invece trova nella stanza Momoe e suo fratello. Momoe ha un attacco di nervi, millantando che il figlio che ha in grembo non è di "un altro uomo" bensi' di Takao. Il ragazzo cerca di farla ragione dicendo che è impossibile, ma la donna prende un coltello e si taglia le vene. Mentre Junko la incita ad uccidersi (LOL), Momoe per sbaglio sferra un fendente e colpisce in pieno petto Junko.

La nostra protagonista cosi' "da il cambio" a Santa, ora è lei quella ospitalizzata e bisognosa di cure.
Santa capisce anche di essere innamorato di questa stramba ragazza, ma che il suo sarà sempre un amore a senso unico.

Il personaggio di Junko è uno dei piu' odiosi in cui mi sia imbattuta, non lo nascondo. In un  solo volume ne ha combinate di cotte e di crude, comportandosi da bambina infantile in cerca di continue attenzioni.
Piu' positivo è il personaggio di Santa, che nel suo essere perennemente sul lastrico riesce comunque a trovare un equilibrio e a non scendere a nessun compromesso. Si rivelerà essere anche molto piu' furbo rispetto a Junko.

L'edizione Casterman non ha la sovra copertina, ma una bella copertina resistente con alette. La carta usata è di medio livello e c'è una postilla sull'autrice condita da dei retroscena su "Nonamour".

Il tratto di Kyoko Okazaki è il suo solito, il suo marchia di fabbrica: grezzo, con retini quasi inesistenti. Il punto di forza dei suoi lavori sono infatti i dialoghi, sempre acuti e pungenti.

Ho letto sicuramente josei migliori, con protagoniste piu' simpatiche e meno odiose, ma la storia ha un suo perchè e rimane una piacevole lettura.


Storia: 7,5
Disegni: 7

Edizione Casterman: 8,5.



venerdì 2 dicembre 2016

"Anthologie" di Moto Hagio

Siccome parlerò in maniera più o meno approfondita di tutti i racconti, se non li avete letti o comunque NON volete anticipazioni, fermate la lettura ;)

L' Anthologie di Moto Hagio, uscita per il mercato francese un paio di anni fa, si compone di due volume distinti:
nel volume con la copertina d'argento ci sono storie sci-fi o comunque con riferimenti al sovvranaturale e sono racconti che, apparte uno di cui vi parlero' sotto, sono tutti editi se non in Italia, in USA.

Il volume infatti comprende tutta la storia di "Siamo in 11!" , edita da noi da Star Comics e il racconto interamente a colori "A Drunken Dream" , pubblicato nel volume omonimo uscito in USA qualche anno fa.

Tra le storie inedite c'è "Il piccolo flautista della foresta bianca".

Il volume in oro invece comprende storie piu' realistiche, dove non ci sono accenni al mondo della fantasia o della fantascienza.
In questo volume trovano spazio le brillanti "Iguana Girl" "Hanshin - Half God" , che valgono l'acquisto dell'intera Anthologie per quanto sono belle.
C'è anche spazio per "The November Gymnasium" , che sarebbe poi la storia che ha gettato le basi per il piu' famoso "The Heart Of Thomas".

Ed ecco finalmente giungere le tre storie inedite. Come ho già scritto sopra, nel volume argento si trova "Il piccolo flautista della foresta bianca".
Trama: una ragazzina di nome Maria va in vacanza in campagna con i genitori
e i fratelli tutti maschi. Lei si sente un po' isolata e si annoia, per cui un giorno esce e si addentra
nella foresta poco distante da casa. Qui incontra un ragazzino che non le dice il nome.
I due pero' vanno d'accordo e diventano amici.
Una volta tornata a casa, scopre che c'è un quadro che raffigura lo stesso identico ragazzo con un flauto in mano.
La madre le fa notare che non puo' essere la stessa persona, poichè il quadro è stato dipinto 11 anni prima.
Sotto il ritratto c'è un titolo, "Edward Foster, decimo compleanno".

Maria è molto contenta di conoscere Eddy (cosi le dice di chiamarsi il ragazzino), e un giorno che si fa tardi
 e  la madre preoccupata la va cercando, Maria le dice di essere in compagnia di Eddy e di guardare in una certa direzione.
La madre sembra davvero vedere Eddy li' dove ha indicato sua figlia, e sconvolta, riporta subito la bambina a casa e si affretta
a scrivere una lettera. In piu' le vieta di tornare nel bosco.
Pensa anche di rimuovere il quadro dalla casa.

Una sera Eddy fa visita a Maria nella sua stanza da letto e le chiede di incontrarsi il mattino dopo nel bosco. Maria allora l'indomani va nel bosco, gioca ad acchiapparello con Eddy ma mentre si rincorrono, ad Eddy cade il flauto in un pozzo profondo e per recuperarlo, ci finisce dentro anche lui.
La bambina allarmata chiama soccorso, e accorrono la mamma e il giardiniere della casa.
Dicono che nessuno è caduto e nessuno è morto, e che la piccolina si è soltanto sognata tutto.
Una sera, giungono alla casa di campagna i genitori di Eddy (convocati appunti dalla lettera scritta giorni prima dalla madre della bimba),  che spiegano a Maria che molti anni prima Eddy era scomparso e che probabilmente era caduto in un pozzo e nessuno era riuscito a trovarlo.Tempo dopo ritrovarono solo le sue ossa.

Marie, ora adulta, ripensa a questa storia con molta nostalgia.

Nel volume color oro troviamo due storie inedite: "Poor Mama" e "Egg Stand".

In "Poor Mama" un bambino di nome Timothy perde la mamma, e nel lutto sta accanto al padre. Quattro giorni dopo giunge al paese un uomo di nome Martin, che visitando la tomba di Esther (cosi si chiamava la donna), incontra Timothy e suo padre. Si presenta dicendo di essere un ex compagno di università della donna.


Mentre il papà di Timothy resta al cimitero vicino alla tomba della moglie, Martin e Timothy fanno conoscenza e mentre bevono il te' servito dalla governante, ella fa notare che manca un cucchiaino del servizio e dice che se manca un pezzo, è segno di malasorte (infatti è avvenuta una disgrazia pochi giorni prima) e la donna non si capacita di dove possa essere finito questo cucchiaino.
Una volta finita la merenda, Timothy e Martin escono e vanno nel giardino davanti alla casa, dove Timothy disottera il cucchiaino in questione.

Martin le fa notare che Timothy non è stato un bravo bambino a nasconderlo, visto che la governante l'aveva cercato con tanto impegno.
E Timothy gli risponde che l'ha sotterrato perchè c'è un detto che dice che se si sotterra un cucchiaino e si avvera un desiderio, il desiderio poi si avvera.
Allora l'uomo gli chiede il perchè l'ha disotterato, forse il desiderio del bambino si è avverato? E Timothy gli risponde che si, effettivamente il suo desiderio ora si è avverato visto che voleva solo che sua madre fosse felice per sempre.

Ad un certo punto, parlando, si scopre che la morte di Esther è stata causata da una caduta dalla finestra. La mamma era molto depressa e stava sempre a guardare un punto preciso oltre la finestra.
Timothy, essendo molto sveglio, dice a Martin che probabilmente la madre pensava tutti i giorni a lui, immaginando che i due avevano avuto una profonda relazione prima che nascesse il bambino.
Timothy fa notare che ultimamente la donna non dispensava attenzioni nè a lui nè a suo padre, e che ormai la donna era una vittima di un amore passato che non riusciva proprio a scordare.

Il bambino rivela quindi a Martin di essere stato lui a scaraventare fuori la madre dalla finestra, per liberarla dal suo dolore e renderla finalmente felice, poichè solo ed esclusivamente nella morte non c'è piu' sofferenza.

"Egg Stand" è il racconto migliore ed è anche il piu' recente, essendo stato disegnato negli anni '80. Tutte le altre storie, infatti, erano della produzione della Hagio degli anni '70.

La storia è ambientata in Francia durante l'occupazione nazista. La protagonista è una 17enne di nome Louise, 
che una mattina incontra casualmente un ragazzino di nome Raoul. Il ragazzino sembra un orfano, per cui Louise in perda alla compassione lo ospita a casa sua.
La ragazza lavora di sera in un Cabaret, dove il pubblico è per lo piu' composto da soldati tedeschi che vogliono divertirsi. 

Louise sogna di andare a New York, poichè crede che il padre viva a New York da diversi anni visto che le aveva spedito una cartolina raffigurante quella città. La ragazza si sente davvero molto sola, ed è anche per questo che decide di prendere sotto la sua ala Raoul.
Una sera, la resistenza francese manda a fuoco un camion dei nazisti e i due protagonisti si imbattono in Marchant, un ragazzo che distribuisce giornali illegali per la liberazione della Francia.

Il giorno dopo Marchant incontra Rowkosky, un tedesco che sembra stare dalla parte dei francesi. I due discutono di una lista
che si chiama "J", che include tutti gli ebrei di Parigi che vivono in clandestinità e che hanno bisogno di nuovi
documenti. 
Mentre sta andando via, Marchant crede di vedere Raoul in compagnia dell'uomo tedesco.

Marchant apprende in seguito che Rowksky è stato ucciso, assassinato con un colpo di pistola. Inizia a sospettare di Raoul.
Intanto il ragazzo cerca un posto dove vivere, ed entra nel palazzo dove vivono Louise e Raoul.
Louise le dice che c'è una stanza in soffitta e che si puo' sistemare li'.

Dopo un bombardamento, per lo shock, Louise rivela a Marchant che in realtà lei è un ebrea tedesca e che il padre non è mai andato a New York e che anzi, era arrivato a Parigi dopo le persecuzioni ebree perpetuate in Germania.
La ragazza era stata all'indirizzo indicato nella cartolina, ma una donna le disse che li non c'era stato mai nessuno.

Un vecchio amico di Marchant giunge in città, e gli racconta la storia di un ragazzino che in varie parti della Francia uccide i tedeschi.
Il ragazzo fa un collegamento e capisce che il ragazzino in questione è Raoul.
Raoul intanto va da un tedesco a cui consegna la busta "J" di Rowkosky. In quei documenti c'è anche il nome di Louise,e Raoul chiede al signore di bruciare tutto cio' che riguarda Louise, cosi' da trarla in salvo da possibili persecuzioni.

Giorni dopo Marchant e Raoul si incontrano, e il ragazzino spiega a Marchant di essere nato e cresciuto in un paese di campagna da solo con la madre. 
Dopo aver ucciso la madre, che era troppo oppressiva e viveva solo per il figlio, Raoul scappa e va per i boschi, dove incontra un certo Papillon, che lo introduce nel mondo della resistenza, assegnandoli incarichi sfruttando il suo bell'aspetto di ragazzino.

Louise viene presa di mira dalla Gestapo, probabilmente l'uomo che aveva incontrato Raoul non aveva mantenuto la promessa di bruciare tutti i suoi documenti che la riconducevano come ebrea.
Luoise tenta di scappare dalla soffitta, ma la Gestapo sale sopra e il tetto facendo spaventare la ragazza che scivola, cadendo dal quinto piano e morendo.
Marchant, distrutto dal dolore, si nasconde per un po' ma poi decide di uccidere il piccolo Raoul, perchè uccidendolo spera di arrestare questa catena di violenza e omicidi che sembra non aver tregua.


Tutte le storie presenti in questi due volumi sono di ottimo livello, sebbene io personalmente non abbia mai apprezzato la seconda parte di "Siamo in 11!".
Ovviamente ho preferito il volume oro, poichè non amo in modo particolare le storie sci-fi (ma riconosco che la Hagio ha una fantasia molto originale e che riesce ad appassionare).

Delle cosiddette "storie inedite", che cioè non si trovano neanche "per altre vie", mi è piaciuta moltissimo "Egg Stand", vuoi per i disegni piu' curati, vuoi per la storia ambientata durante la seconda guerra mondiale.

In ogni caso Moto Hagio si rivela ancora una volta una mangaka di un certo spessore, che propone storie sempre originali e per niente banali.
Il suo tratto è molto bello a vedersi, e soprattutto molto realistico. Anche nei suoi lavori degli anni '70 , lei ad esempio non ha mai abusato degli "occhioni luccicanti" di altre sue colleghe (ahimè) piu' note, come la Higarashi o la Hara.

L'edizione della Glénat è molto buona, con il volume argento che supera le 330 pagine e il volume oro che ha circa 260.
I due volumi sono racchiusi da un box molto solido e resistente, con un'illustrazione in rilievo della Hagio molto carina.
In tutti e due i volumi ci sono delle post-fazioni e una bibliografia della Sensei.

Consiglio la lettura non solo ai fans di questa bravissima mangaka, ma anche a chi vuole leggere qualcosa di diverso, qualcosa di profondo che riesca a fare breccia nell'animo.



"Moto Hagio - Anthologie"
Volumi pubblicati: 2 (conclusi)
Pubblicati in Francia dalla Glénat.

Storia: 9 (la somma di tutti i racconti)
Disegni: 9
Edizione Glénat: 9.

giovedì 10 novembre 2016

"Sunny" un manga di Taiyo Matsumoto

Cos'hanno in comune il ribelle Haruo, il moccoloso Jun, il serioso Sei, l'irriverente Kii-chan e la dolce Megumu?
Sono tutti bambini e bambine ospiti del "Hoshinoko", una specie di casa famiglia per orfani o per quei bambini che hanno dei genitori che non possono/vogliono prendersi cura di loro.

Non ci sono ovviamente solo i piccolini che popolano questo mondo. Ci sono gli adolescenti Kenji e sua sorella, con un padre ubriacone e che aiutano come possono (lui distribuisce i giornali, lei dà una mano con le faccende domestiche).
C'è anche l'enigmatico Taro, questa figura obesa che passa il tempo a divertirsi con il fratellino piccolo di Jun e sembra vivere nel suo mondo personale.

Ogni capitolo è una storia a sè stante, che ci fa scoprire meglio le storie (e le peculiarità) dei vari abitanti dell'Hoshinoko.

Haruo ha solo l'aspetto del piccolo teppista, in realtà è molto legato alla giovane mamma, che vive a Tokyo. E' talmente legato a lei che si porta dietro sempre un vasetto di crema Nivea, che le ricorda appunto l'odore della madre.

Sei è un ragazzino serie e deligente, ma con un disperato bisogno d'affetto. La madre non risponde alle sue lettere, per cui si rifugia nello studio o nella cura degli animali (all'Hoshinoko non mancano cani, gatti e...rane!).

Jun e il fratellino hanno una madre malata che sta all'ospedale. Passano il tempo a cercare quadrifogli, sperando che cosi' la madre possa guarire in fretta.

Kii-chan, dopo essere tornata a casa a metà storia, decide di tornare all'Hoshinoko perchè non sopporta il  nuovo ambiente familiare che nel frattempo si è venuto a creare.

Megumu invece ha la chance di andare da degli zii in Hokkaido ma non sa decidersi...

"Sunny" (si intitola cosi' in onore della Nissan Sunny, un auto ferma nel cortile dell'Hoshinoko dove spesso i bambini si rifugiano per sfuggire alla realtà) non è un fumetto strappalacrime (visto i temi trattati) è semplicemente un ritratto malinconico della generazione anni '70 (perchè è proprio ambientato in quegli anni) dove si cerca di sopravvivere come si puo'.

La forza di questi bambini, cosi' diversi tra loro, è anche lo spirito di "unione" ovvero di far parte della stessa famiglia , che è appunto l'Hoshinoko. Spesso vengono derisi dai compagni di scuola per la loro povertà o per il semplice fatto di vivere in un istituto, ma non si lasciano abbattere e proseguono per la loro via, incuranti di quello che i loro coetanei piu' fortunati possono dire o fare.

I pochi personaggi adulti presenti sono molto positivi, spronano i bambini e sembrano sinceramente interessati al loro futuro. Paradossalmente sono proprio loro, che sulla carta sono degli estranei, a sembrare piu' affezionati ai loro piccoli ospiti piuttosto che i loro veri genitori.

Il tratto di Taiyo Matsumoto è molto originale e bello. Per certi versi è un po' grottesco, ma risulta stilisticamente molto curato e bello a vedersi. Le illustrazioni a colori poi, sono una gioia per gli occhi.

L'edizione J-POP (per una volta...) è molto buona, con volumi di grosso formato (15x21) illustrazioni a colori presenti sia all'inizio del manga che in mezzo e una buona traduzione (e adattamento). Ci sono infatti numerose note che spiegano determinate cose di quegli anni, come canzoni (molto ricorrenti), programmi TV e cose di questo tipo, ovviamente sconosciute per noi lettori italiani.

Con "Sunny", Matsumoto ha vinto numerosi premi tra cui il sessantunesimo Shogakukkan Manga Award nella categoria "miglior manga dell'anno" (a pari merito con il mio adorato "Umimachi Diary"), è stato nominato per parecchi premi in USA e ha vinto (a sorpresa, non me l'aspettavo!) il premio Gran Guinigi a Lucca 2016.

Se avete voglia di leggervi una bella storia triste ma non melensa (sono 6 volumi totali), con personaggi un po' fuori dall'ordinario e non ambientata in anni recenti, sicuramente "Sunny" è il manga che fa per voi, e io ve lo consiglio caldamente.


Storia: 9
Disegni: 8,5
Edizione J-POP: 9.