domenica 13 gennaio 2013

"Una Vita Tra i Margini" un manga di Yoshihiro Tatsumi

In questa desolata landa di titoli in suolo italico, fui subito colpita da "Una vita tra i margini", un'autobiografia scritta e disegnata da Yoshihiro Tatsumi.
Appena mi è arrivato a casa il volume, m'è venuto un colpo. Praticamente un dizionario, 850 pagine circa. Ma dell'edizione parlerò verso la fine.

La storia comincia con un Tatsumi che frequenta gli ultimi anni di liceo. E' l'immediato dopoguerra, la povertà dilaga ma non mancano  nuove idee per risollevare uno spirito giovane.
Tatsumi, da sempre appassionato di manga, inizia a disegnare. Dapprima comincia con i manga in 4 vignette (chiamati yonkoma), spedendo i suoi lavori alle riviste principali dell'epoca. Inizia così a mantenersi disegnando quel tipo di manga, molto in voga all'epoca. Non a caso spicca molto "Sazae-san" di Machiko Hasegawa (qui per più info). Ma la vera passione per il nostro protagonista nasce nei confronti dei primi lavori di Osamu Tezuka.
All'epoca poco più che 20enne, Tezuka stregò molti lettori giapponese del dopoguerra con le sue storie appassionate e di grande impatto. Tatsumi conobbe Tezuka ma i due si frequentarono poco anche perchè il Sensei stava per laurearsi in medicina e poi si trasferì definitivamente a Tokyo per fare il mangaka a tempo pieno (la nostra storia è ambientata ad Osaka).

Tezuka spinge Tatsumi a comporre opere più lunghe, con più di 100 pagine e di non soffermarsi sui yonkoma. Purtroppo all'epoca le storie lunghe non attiravano così Tatsumi per mantenersi continuò a sfornare manga in "4 vignette" ma nel tempo libero iniziò a scrivere i suoi primi lavori lunghi, che restarono nel cassetto per svariato tempo.

La svolta avvenne nella metà degli anni '50, quando cominciò a pubblicare per varie riviste come "Ombra", "Città" e altre ancora, cominciando a scrivere storie di genere thriller/mistero influenzato tantissimo dai film che venivano proiettati nei vari cinema (Tatsumi era un avido frequentatore di cinema...Non a caso negli anni '50 erano una totale novità e la gente ci si fiondava subito, anche solo per evadere).
Il ragazzo guardava indistintamente film nipponici e americani, ma anche francesi e italiani.

La storia culmina quando Tatsumi, stanco delle restrizioni delle varie riviste per cui lavoro, inizia a scrivere i cosiddetti "gekiga" che noi conosciamo con la parola "seinen". Ovvero manga che si soffermano anche sulla psicologia dei personaggi e sono rivolti non piu' a scolaretti ma soprattutto a liceali e universitari (e non solo).
A quei tempi il "gekiga" non era visto di buon occhio, ritenuto troppo violento.
Tatsumi troverà varie difficoltà ma grazie a dei collegi (e soprattutto a suo fratello) creerà una squadra che comincerà a creare "gekiga" a tempo pieno, conquistando sempre più l'interesse del pubblico (ma anche le critiche di alcune quotidiani).

Sullo sfondo, il passare del tempo e la politica, tra cui le manifestazioni studentesche dei primi anni '60 contro l'occupazione militare americana. Il conseguente trattato di pace, infonderà a Tatsumi nuovo vigore e consapevolezza per il suo lavoro, facendolo sentire parte della comunità e soprattutto di un nuovo periodo storico.

Che dire, da questo manga ho imparato tantissime cose. Apparte i vari nomi (yonkoma, gekiga e via dicendo) ma c'è proprio una minuziosa ricostruzione storica dell'immediato dopoguerra fino a primi anni '60.
Vengono spiegati ad esempio l'arrivo delle lavatrici e delle prime TV, all'epoca per pochissime persone.
E poi il cinema (alla portata di tutti) e infine l'arrivo del telefono.
Ci sono le prime cotte e i primi turbamenti, gli iniziali problemi di famiglia (il padre fannullone e donnaiolo), il fratello inizialmente malato e geloso del successo del protagonista e via dicendo.

Il manga si conclude con una postfazione ambientata nei primi anni '90, quando il nostro Tatsumi (ormai piuttosto anziano) è invitato ad una commemorazione per la morte del Sensei Tezuka.

L'edizione della BAO Publishing non mi ha colpito molto....Non per il prezzo, sia chiaro. So benissimo che 29 euro sono tantissimi per un unico volume, ma bisogna tener conto che si ha di fronte un tomo enorme da 850 pagine. E' proprio l'ampiezza dell'albo il primo problema. Troppo spesso e pesante da tenere in mano, mi sono ritrovata ad un certo punto a sfogliarlo tenendolo sopra il letto, perchè le braccia dopo un po' cominciavano a farmi male e comunque trovato il tutto molto scomodo. Ovviamente di portarlo in giro per leggere che so in treno o in qualche pausa lavoro non se ne parla. Non sta neanche in una borsa abbastanza grande.
La sovra copertina però è la cosa che piu' mi ha infastidita. Di un materiale troppo delicato per sorreggere un volumone così ampio e pesante. Avrei preferito qualcosa di rigido e cartonato, invece è fatta di un materiale parecchio leggero, che andrebbe benissimo per un qualsiasi manga di 180 pagine giusto per rendervi l'idea....
La carta a volte è un po' troppo trasparente, ma per fortuna solo in certi punti. Insomma per 29 euro mi aspettavo qualcosina in più.
Avrei sicuramente preferito un'edizione come quella francese o come quella originale giapponese, dove i volumi sono divisi in 2.
Invece l'edizione italiana penso sia stata modellata su quella americana, infatti anche l'immagine di copertina è la stessa.

Prezzo a parte, è un manga che consiglio a tutti gli appassionati del fumetto giapponese, e a chi, come me,adora le storie ambientate in periodi storici che reputo molto interessanti (in questo caso l'arco tra il dopoguerra e gli inizio degli anni '60).

Un volumone/dizionario che farà sicuramente bella figura nella vostra libreria. Se non volete spendere 29 euro, c'è un sito che lo vendo a 25 (spedizione inclusa).



"Una vita tra i margini" (titolo originale: "Gekiga Hyouryuu")
Volumi pubblicati: 1 (volumone unico)
Pubblicato in Italia dalla BAO Publishing.

Storia: 9
Disegni: 7,5
Edizione BAO Publishing: 6,5




4 commenti:

  1. Sinceramente non l'avevo preso in considerazione per i disegni ma se mi capita a tiro (magari usato) ci faccio un pensierino.. :p

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  2. si è un manga molto interessante secondo me ;)

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  3. L'ho visto in fumetteria e stavo quasi per prenderlo ma la mole del volume mi ha un po' spaventata.

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  4. si in effetti XD PS: Ma tu a Torino dove ti rifornisci?^^

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