martedì 19 aprile 2016

Manga Pagelle: "Le mille vite di Mi-kun" di Leiji Matsumoto + "A casa di Momo" di Kei Toume

"Le mille vite di Mi-kun" è uno shoujo manga di Leiji Matsumoto pubblicato per la prima volta in Giappone negli anni '70.
Alla fine del volume si trovano delle storie scritte alla fine degli anni '60, con la sola differenza che Mi-kun in questo caso è un gattino maschio.
Innanzitutto non fatevi ingannare dalla cover pucciosa: "Le mille vite di Mi-kun" è uno shoujo abbastanza lacrimevole, un po' come lo erano la maggior parte a quell'epoca. Per cui preparatevi mentalmente a piangere, ad andare incontro a personaggi che inevitabilmente moriranno e a destini infausti.
La storia è suddivisa in 5 capitoli che offrono sempre storie diversi. Ogni capitolo ha un discreto numero di pagine, per cui il racconto non risulterà "velocizzato" o cose del genere.
Come dicevo prima, alla fine del volume si trovano ulteriori capitoli disegnati in precedenza: stavolta pero' Mi-kun è un gattino maschio ma la sostanza non cambia: ci saranno gatti morti, gatti abbandonati da famiglie che fanno un trasloco, membri della famiglia che passano a miglior vita a via dicendo.

Il buon Yue Lung mi aveva messa in guardia "non farti ingannare dalla copertina" ,ma sinceramente non m'aspettavo proprio delle storie cosi' tristi. Un racconto l'ho trovata anche un po' troppo estremizzato, ma non dico quale per non "rovinare" la sorpresa.

Come dicevo sopra, i capitoli trattano tutte storie diverse: solitamente si parla di Mi-kun già come gattina morta e quindi si va indietro nel tempo, nei ricordi della sua famiglia umana e si racconta la sua storia. In altre invece Mi-kun è viva e vegeta, ma ad aver problemi sarà sicuramente la sua combriccola di amici/gatti. C'è il gatto viziato che dopo un trasloco dei padroni diventa orfano. Oppure il "boss" che farà una brutta fine. Insomma, preparate i fazzoletti!

Il tratto di Leiji Matsumoto si adegua al target per cui era destinato questo manga in origine, quindi troveremo disegni abbastanza pucciosi: Mi-kun ha due occhi grossi e luccicanti, cosi' come le altre gattine femmine che troveremo nella varie storie. Sono disegnati invece in modo piu' grezzo gli altri gatti maschietti, e anche i membri della famiglia di Mi-kun (eccezion fatta per una sorella e per la madre).

L'edizione Hikari non è di certo economica: 15 € per un albo di 200 pagine, senza sovra copertina ma con copertina con alette. La carta è bianca e di alta qualità e la traduzione è ottima. L'albo è stato venduto con una copertina diversa per chi fa parte dell'associazione italiana "Leiji Matsumoto".

Consigliato a chi ama gli shoujo degli anni '70, come la sottoscritta, e a che predilige i manga dove i protagonisti sono gli animali e non gli "umani".

Storia: 8
Disegni: 7
Edizione Hikari: 8,5


"A casa di Momo" era uno di quei manga che dovevo recuperare da una vita e che finalmente ho potuto leggere grazie ad Amazon.
Scritto e disegnato dalla bravissima Kei Toume nel 2006, questo volume unico parla appunto di Momo, una ragazza un po' impacciata ed introversa che studia arte.
La nostra protagonista sta frequentando dei corsi preparatori di disegno e sta seguendo le orme del padre, che non vede da molto tempo visto che ha abbandonato la famiglia (madre,sorella e fratello oltre a Momo).
La ragazza è anche l'unica a non essere in collera col padre, che quasi "venera" per la sua passione per l'arte, di cui Momo ha ricordi passati di quando era bambina.

Tra una lezione e l'altra e le visite in casa sua da parte della sorella e del fratello, la vita di Momo scorre in modo molto pacifico fino a quando non conosce un ragazzo che frequenta il suo stesso corso.
Tra i due sembra nascere un interesse, ma presto questa nuova conoscenza dovrà trasferirsi...come procederà il tutto?

Quest'albo è uno slice of life in cui si parla di vicende di famiglia non del tutto superate e proprio la piu' giovane, Momo, sembra essere l'unica ad averci messo una pietra sopra sul passato.
Per la delicatezza e la "lentezza" di certe situazioni, "A casa di Momo" mi ha fatto ricordare alcuni romanzi di Banana Yoshimoto.

Il tratto di Kei Toume come al solito puo' piacere o no, io trovo che piu' passa il tempo e piu' si perfeziona e migliora. Non nascondo che i suoi primi lavori non mi hanno mai conquistata del tutto, forse anche per colpa dei disegni.

L'edizione Flashbook è ottima. Ci sono molte pagine a colori, anche a metà albo, e la traduzione è molto buona. L'unica cosa che non mi è piaciuta è il logo del titolo, troppo grosso e con un carattere di scrittura un po' bambinesco. Non fosse per questo piccolo dettaglio, l'edizione avrebbe raggiunto il massimo dei voti. Assolutamente consigliato a chi ama le storie soavi e introspettive.

Storia: 8,5
Disegni: 8
Edizione Flashbook: 9,5.




10 commenti:

  1. Ho sempre voluto provare qualcosa di Leiji Matsumoto, ma non ho ancora trovato il tempo ed il titolo giusto ;-; Mi-kun sembra un volume carino, ma tra tristezza a palate e costo altino, mi sa che aspetteró...

    A Casa di Momo, come altri titoli di Kei Toume, invece mi attira di più :) se lo trovo ci faccio un pensierino, anche se al momento sono in "pausa manga" a causa dello studio T_T di lei lessi anni fa Kurogane e pur essendo incompleto lo ricordo come una bella lettura!
    Come sempre ottimi consigli! ;)

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    1. A Casa di Momo potresti recuperarlo, essendo un volume unico molto carino lo leggi anche velocemente.

      Per Mi-kun il discorso è diverso. Anche questo è volume unico, ma costa quasi il doppio. Aggiungi che non è il massimo della felicità eheh. Pero' a me è comunque piaciuto molto.

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  2. Matsumoto no grazie. Cioè, mi piace, Capitan Harlock, Galaxy Express 999, la Corazzata Yamato, Gun Frontier e amo tutti questi manga, ma storie di animali che muoiono no grazie, passo, non ce la potrei fare :(
    L'argomento di A Casa di Momo potenzialmente potrebbe piacermi molto, anche se è noto il mio non-troppo-amore verso i volumi unici (tranne eccezioni, naturalmente).
    Come sempre, grazissimo per i consigli! :)
    Un baciottone e a presto!

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    1. E lo so, quando si legge di animali che muoiono non è mai bello...ma fa parte della vita non credi? cioè allora non dovresti leggere neanche libri o fumetti dove muore la gente. Io almeno la penso cosi', e mi reputo una persona sensibile (e lo reputano anche gli altri).
      Cioè un po' mi dispiace che la gente si perda piccole gemme perchè "non posso farcela a vedere il cane o il gatto che muore". "Hachiko" ad es. è un film bellissimo, cosi come "Io & Marley". Purtroppo sono processi della vita e sarebbe un peccato non vederli.
      Poi ovviamente ognuno la pensa come vuole, non volevo trasformarla in una polemica, ci mancherebbe XD

      "A Casa di Momo" te lo consiglio, come dicevo a Millefoglie anche se è un volume unico la storia di dipana bene e non lascia nulla in sospeso...Quando gli artisti sono bravi, non c'è questo pericolo di "lasciare a metà" qualcosa per colpa del numero delle pagine.

      Baci baci ^_^

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    2. Carissima, non temere mai, con me, di dire ciò che pensi :)
      Non la prendo affatto come una polemica, anzi apprezzo quel che dici e so perfettamente che hai ragione (e non te lo dico... "per darti ragione" ^___^ ma perché lo penso sul serio).
      Purtroppo è un periodo, non so se destinato a durare a lungo o meno, che la mia ipersensibilità rispetto agli animali è... iper-aumentata. Non riesco a farci nulla, almeno per ora. L'altro ieri abbiamo saputo che è morta una cagnolina che incontravamo tutti i giorni durante le passeggiatine con Camillo e una volta a casa sono scoppiato a piangere e non sono riuscito a fermarmi prima che fossero trascorsi un bel po' di minuti. Non dico che sia giusto né sbagliato, però in questo momento/periodo non riesco ad affrontare la morte di animali nemmeno come, diciamo, "fiction". Senz'altro mi perderò delle belle cose, ne sono cosciente e mi dispiace. Magari in futuro riuscirò a mediare tra sentimenti personali e piacere della lettura, lo spero!
      Un abbracciotto forte a te e alla famiglia, bipedi e quadrupedi :-))

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    3. oh tesoro, mi spiace tanto per la cagnolina amica di Camillo ;(
      so quanto possano toccare queste cose.
      E' vero è una cosa che va a periodi...spero che il suddetto periodo passerà presto, cosi' se avrai voglia potrai leggerti qualcosa di inerente. Ma tanto non è una cosa obbligatoria, bisogna essere nello stato mentale giusto e adatto.
      Un abbraccio anche a tutta la tua famiglia, a Camillo e alle micie. Quanto mi mancano tutte le loro foto su Instagram!

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  3. Mi-kun è nella mia lista (su Amazon)... la mia lista è troppo lunga.. ;_;

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    1. Anche la mia, tanto che ho dovuta "suddividerla" in 4 sotto sezioni XD
      Ho fatto le categorie, tipo "libri", "manga in francese" e via dicendo.

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  4. Di Momo ho ricordi piacevolissimi! Però queste storie con protagoniste in stile "omomechikku" possono piacere o irritare profondamente, e già la Toume è un'autrice che non consiglio mai a cuor leggero... Ma leggere che ti è piaciuto mi fa un enorme piacere!

    Mii in effetti è stato abbastanza traumatico, come è stato traumatico il cambio di stile da una "serializzazione" all'altra! Alcune storie sono pure un po' ripetitive, anche se nel complesso è fra le opere che più ho apprezzato di Leiji.

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    1. Sì Momo mi ha sorpresa molto ^__^ tra l'altro in Francia è inedito (tiè!per una volta posso dirlo). Oh ma guarda pure Mime è inedito li xD
      Mime davvero, certe storie erano troppo calcate. ..ma ripeto per il target a cui era rivolto originariamente e per l'epoca, era più che normale.

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