lunedì 24 aprile 2017

"Lady Oscar - Le rose di Versailles" un manga di Riyoko Ikeda

Sono state fatte tantissime recensioni su "Lady Oscar - Le Rose di Versailles" (e sull'anime) e io non sono proprio in grado di farne una piu' completa o meglio scritta, per cui accontentatevi delle mie impressioni XD

Tutto è cominciato quando ormai la pubblicazione GOEN era conclusa e si apprestavano a pubblicare i nuovi albi (la Ikeda infatti ha ripreso a disegnare il manga dopo circa quarant'anni, presentando storie auto conclusive sugli svariati personaggi di quest'opera...attualmente in patria sono arrivati al 13^ volumetto, ma la  Ikeda sta continuando a disegnare altri episodi). In Italia l'11^ dovrebbe uscire per fine maggio, speriamo sia vero perchè non vedo l'ora di leggere questi episodi inediti, con protagonisti Andrè, De Girodel, Alain e via dicendo.





Io mi sono letta l'edizione D-BOOKS, un'edizione che si presenta di 6 volumi di circa 300 pagine ciascuno, con un'ottima rilegatura  e una traduzione piu' che buona.

In ogni volume poi è  presente la biografia dei personaggi realmente esistiti e un'interessante intervista alla Ikeda, fatta appositamente per quest'edizione italiana.
Vi dico subito che gli albi D-BOOKS sono introvabili, io stessa ho avuto una buona dose di c...fortuna a trovarli in svariati modi (un mix di E bay e negozi online...ma vi parlo di anni fa ormai).
Ma non mettetevi le  mani nei capelli, GOEN ha infatto terminato di pubblicare i nove tankobon che rappresentato quei 6 dell'edizione D-BOOKS ed è da poco uscito il 10^ che si puo' collocare a metà storia e parla di una contessa ossessionata dalla bellezza  e dalla giovinezza. Insomma, una storia a sè stante.

La storia di "Versailles no Bara" (le rose di Versailles) è ambientata tra la metà del 700 fino alla fine dello stesso anno, quando la Rivoluzione Francese scoppia e accade l'irreparabile.
La nascita dell'ennesima figlia femmina non fa contento il Generale de Jarjayes, che avrebbe tanto voluto un maschio che gli succedesse nel suo compito militare.
Quindi Oscar (così la chiamano) viene allevata come un maschio, a tirare di spada e a galoppare veloce sul cavallo. Insieme a lei ci sarà sempre Andrè, nipote dell'anziana governante di casa de Jarjayes e coetaneo di Oscar.

Gli anni passano e Maria Antonietta viene "inviata" in Francia da sua madre, Maria Teresa Imperatrice d'Austria, per convolare a nozze con Luigi VXI.

Maria Antonietta è appena una ragazzina, parecchio immatura e facilmente influenzabile.
Nei primi anni è ancora una delfina, poichè Luigi VX è ancora in vita e a fare la bella vita a Versailles è la sua amante numero uno, la Contessa Du Barry, donna avida dal passato inappropriato malvista dalle sorelle del Re, che convincono Maria Antonietta a non rivolgerle la parola per prima.
Scoppia quasi un caso diplomatico (LOL) e ad un certo punto  la Delfina è costretta a parlarle.

Con la morte di Luigi XV, Maria Antonietta e Luigi XVI diventano dei giovanissimi Sovrani, e la Du Barry viene allontanata per sempre da corte.


Nel frattempo Oscar e Maria Antonietta stringono un sincero rapporto d'amicizia, tanto che Maria Antonietta la coinvolge nelle sue "avventure" notturne, e durante il ballo (lei è mascherata per proteggere l'identità), conoscente l'affascinante Hans Axel Von Fersen, conte svedese in giro per l'Europa per completare i suoi studi.




Parallelamente, assistiamo alle disavventure di due sorelle: Rosalie e Jeanne, due povere ragazze che vivono nei bassifondi di Parigi insieme alla loro madre malaticcia. Rosalie è di indole buona e remissiva, mentre Jeanne è l'opposto ovvero tenace e sboccata, una sognatrice che   vorrebbe andare a Versailles per fare la bella vita. Viene infatti loro detto che sono delle lontani discendenti dei Valois, una famiglia nobile che una volta aveva una certa importanza.

Un giorno Jeanne riesce a fermare una carrozza e ha un colpo di fortuna: un'anziana la prende a cuore, dopo aver sentito la sua storia, e l'accoglie in casa sua.
La ragazza non ci pensa due volte a lasciare Rosalie e la madre malata al loro destino, partendo per lidi piu' confortevoli.

Intanto a Versailles nascono i malumori: la Regina Maria Antonietta è troppo presa da Fersen, tanto da non adempiere ai suoi doveri di sovrana.

A peggiorare la situazione, Maria Antonietta fa la conoscenza della Contessa de Polignac, una donna all'apparenza mite e altruista ma che in realtà sfrutta l'amicizia della Regina per avere favori personali, soldi e via dicendo.
Maria Antonietta è troppo ingenua e cede a tutto, e quando Fersen parte cade in un baratro di depressione, che la Polignac coglierà al balzo inducendo la Regina a legalizzare il gioco d'azzardo.
Con il gioco, i problemi e i drammi della Regina sembrano svanire, ma perderà ingenti somme di denaro (a beneficio della Polignac) e a discapito del popolo francese, che come "regalo" avrà tasse aumentate visto che le casse della famiglia reale iniziano a barcollare.

Intanto torniamo nei bassifondi parigini per assistere ad un dramma: la madre di Rosalie viene investita da una carrozza e muore. I passanti insorgono, e la ragazza vede bene il volto della donna che si trova a bordo: si tratta della Polignac.
Prima di spirare, la madre di Rosalie le confessa di non essere davvero la sua madre, ma che la sua genitrice in realtà è una nobile che si chiama "Martine Gabrielle". Purtroppo non riesce ad aggiungere altro.
Assistita nel dolore dal giornalista Bernand, Rosalie decide di vendicarsi della donna sulla carrozza per ucciderla e di partire per Versailles.
Arriva a destinazione ma... ha sbagliato posto, si ritrova infatti nella reggia dei Jarjayes dove ri-incontra Oscar (precedentemente aveva fermato una carrozza per chiedere la carità e Oscar le aveva dato delle monete).
Oscar prende Rosalie sotto la sua ala protettrice.
Intanto Jeanne avvicina a lei Il Cardinale de Rohan, un uomo di Chiesa che ama la bella vita e che  è totalmente mal visto dalla Regina.
Jeanne (che nel frattempo ha ucciso la tua tutrice per impossessarsi dell'eredità) usa il Cardinale per guadagnare un po' di soldi, millantando una stretta amicizia con la Regina e si offre di fare da tramite per uno scambio epistolare.

Poco dopo, numerosi furti vengono perpetuati ai danni dei nobili: il responsabile è il "Cavaliere Nero", un ragazzo che ruba gioielli e armi e che poi svanisce misteriosamente. Sfruttando la somiglianza del ladro con quella di Andrè, Oscar escogita un piano per intrappolarlo e ci riuscirà: ma purtroppo Andrè perderà la vista ad un occhio durante uno scontro.

Viene anche svelata l'identità del Cavaliere, è non niente di meno che Bernand, il giornalista amico di Rosalie.

Intanto il popolo francese è sempre piu' scontento, la Regina  viene derisa per la sua relazione con Fersen e la sua popolarità scende vertiginosamente, aggravata dal fatto che il cibo quasi non si trova piu' e si muore quasi di fame.



In questo vortice di situazioni, i destini di Oscar, Maria Antonietta, Fersen, Andrè e poi Alain (quando la nostra protagonista verrà trasferita)  si intrecceranno, regalando al lettore una lettura appassionante ma al contempo tragica.

I pochi sopravvissuti li ritroveremo poi nella serie "Eroica - La Gloria di Napoleone" , di cui ho fatto una mini recensione tempo addietro.


Parlando dei disegni, i primissimi capitoli non sono il massimo...Le facce tendono ad essere troppo tondeggianti e senza problemi si nota una scarsa cura generale (beh l'autrice era appena ventenne). Per fortuna andando avanti si migliora molto, e il tratto di Riyoko Ikeda è incantevole,  con visi espressivi, caratterizzazioni dei personaggi molto ben calibrate (specialmente il cambiamento di Maria Antonietta, da ragazzina frivola a madre responsabile e matura). Mancano i bellissimi sfondi presenti in "Eroica" e in altre sue opere, ma posso immaginare il perchè: nonostante le tematiche un po' "scottanti", "Le rose di Versailles" in Giappone era serializzato su una rivista manga per giovani lettrici, che forse erano piu' interessate agli intrighi e ai complotti che non alla parte grafica.


Differenze con l'anime:


L'anime, che si compone di 40 episodi e che usci' in Giappone nel 1979, mi è piaciuto molto piu' del manga. Certe cose infatti vengono analizzate con piu' calma, e anche i cosidetti episodi fillers (pochissimi poi) servono soprattutto per conoscere meglio personaggi secondari apparsi brevemente nel manga, tipo Charlotte la figlia della Polignac (nonchè sorellastra di Rosalie) oppure il lungo processo dello "scandalo della collana" che vedono protagonisti la Regina, Jeanne, suo marito Nicolas de La Motte, il Cardinale de Rohan e altri personaggi.

Anche l'ufficiale de Girodel ha un ruolo un po' piu' importante, mentre nel manga è praticamente quasi una comparsa, eccetto per gli ultimi volumi, quando il padre di Oscar vuole combinare un matrimonio tra loro due.
Ma soprattutto è il personaggio di Andrè nel fumetto ad uscirne sconfitto....Nell'anime infatti è quasi protagonista con Oscar, mentre nel manga all'inizio sembra una specie di "spalla" e diventa piu' importante in un secondo momento.
Aggiungiamo poi che il chara design è curato dalla splendida accoppiata Shingo Araki/Michi Himeno è il gioco è fatto.

Consiglio questo manga a chi ama gli shoujo manga "classici", a coloro che vogliono una storia "senz'età" e a chi ama le ambientazioni storiche e biografiche.




Storia: 9,5
Disegni: 8,5
Edizione D BOOKS: 9.



9 commenti:

  1. Ho bei ricordi dell'anime perché lo guardavo da piccola, ma non ho ancora recuperato il manga! Spero di farlo presto e intanto quasi quasi mi concedo un rewatching della serie xD

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    1. Riguardare l anime è sempre cosa buona e giusta, magari quest estate lo farò :3

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  2. Concordo con te sul preferire l'anime al manga: l'opera di Dezaki ha sicuramente più pathòs e alcune scene (come il suicidio di Charlotte) sono molto più d'impatto e memorabili nella versione animata. Come hai scritto, inoltre, già solo Araki e la Himeno valgono da soli la visione.
    Detto questo e mettendo da parte alcune scelte infelici dell'adattamento italiano, devo dire che Lady Oscar non è mai stato uno dei miei cartoni preferiti dell'infanzia: mi piaceva la Oscar delle prime puntate, ma dopo la sbandata per Fersen ha perso molto del suo appeal. Il suo struggersi per lo svedese mi innervosiva, come pure il suo non accorgersi dei sentimenti di Andrè. Il mio personaggio preferito era Jeanne, bella e letale: ho sempre avuto un debole per i personaggi volitivi, disposti a tutto per raggiungere i propri scopi.
    A presto

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    1. Jeanne è anche il mio personaggio preferito in assoluto (Rosalie invece la odiavo!!!).
      Concordo con te, in ogni caso la parte migliore secondo me è verso la fine, quando Oscar lascia il sul incarico a Versailles e incontra Alain (schierandosi così dalla parte del popolo).

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  3. Anche per me anime batte manga 10 a 1! :)
    E' molto che non leggo il manga originale (ho solo l'edizione sottiletta della Planet, e quella mi tengo...), ma l'anime ho una voglia enorme di rivederlo!!! Sto cercando di convinvere mio marito per vedercela insieme, ma nisba, mi sa che me la dovrò rivedere da solo...
    Caroline: complimentissimi per la recensione, approfondita e che si legge volentierissimo e tutta d'un fiato! :)
    A presto!

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  4. Tu sei troppo buono ! :) non penso di aver fatto una buona recensione perché ho raccontato il tutto in modo un po superficiale, in ogni caso esistono mille rece di questo titolo e bene o male grazie anche all anime, è molto conosciuto. Mi fa piacere che la pensi come me, cioè che il cartone è meglio della controparte cartacea. Forse il bellissimo chara design fa la differenza (non che i disegni della Ikeda siano il male, ma Araki e la Himeno sono inimitabili). Tanti baci !

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  5. Tanto è bello l'anime quanto scarso è il manga, non mi sono mai capacitata di questa cosa.
    Momenti comici inopportuni, personaggini deformed che spuntano anche nelle scene più serie, quando invece io volevo la sofferenza e l'epica della serie animata, un capolavoro insuperato. DElla Ikeda ho preferito altre opere cartacee, sinceramente, però probabilmente acquisterò gli inediti di Lady Oscar in quanto anche io, come Orlando Furioso su, ho l'edizione sottiletta della Planet, mancante di un bel po' di roba!

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    1. Ciao, il manga non lo definirei "scarso". Certo, l'anime è molto molto meglio. Il manga è comunque qualcosa di insolito (intendo per l'epoca) uno shoujo ambientato a Versailles, con protagonista una donna cresciuta come maschio...La Ikeda era molto avanti, come altre sue (pochissime) colleghe.

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  6. Lady Oscar è il mio amore <3 Adoro davvero troppo questo manga. Anche io ho l'edizione d/books! Molto ben fatta, devo dire. Sono contenta di averla presa all'epoca (: a me sinceramente piace di più il manga dell'anime. Non saprei dire bene perché... forse trovo la narrazione migliore. E sicuramente a livello grafico mi piace di più.

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