venerdì 26 gennaio 2018

"Comment ne pas t'aimer" di Masako Yoshi

"Comment ne pas t'aimer" [come non amarti] è la prima serie "lunga" di Masako Yoshi, pubblicata originariamente  in tankobon nel Sol Levante intorno al 1983. Prima di quest'opera aveva solo pubblicato un volume unico e una mini serie  di due.
La storia  ricorda per certi versi il manga  "Let the sunshine in!" di Mitsuru  Adachi, shoujo manga pubblicato in Italia da  Flashbook.
Gli elementi che contraddistinguono la somiglianza delle due opere sono essenzialmente tre: una ragazza che va a vivere in un pensionato di studenti dove  poi conoscerà altri coinquilini, la comparsa di personaggi buffi e sopra le righe e soprattutto il tratto della Yoshi, che mi piace definirla "la versione femminile di Adachi", almeno per quanto riguarda i disegni (parlo comunque delle sue opere anni '80).

Protagonista di questa storia è Ayumi, una ragazza che lascia il suo paesino per frequentare l'Università Shunzan di Yokohama. Sarà ospite  presso  i  Saotome, una coppia  di vispi settantenni che affettuosamente  la chiameranno Shigeo  per via della somiglianza tra Ayumi e il loro figlio morto prematuro.
Questa pensione dove ora vivrà Ayumi ricorda vagamente quella ben piu' famosa di "Maison Ikkoku" o appunto quella di "Let the sunshine in" e la nostra protagonista presto farà la conoscenza di due coinquiline: l'esuberante Asami,  che si scoprirà essere una ragazza piu' vecchia di qualche anno e l'introversa e acida Ikuko, che sogna di frequentare l'Università di Tokyo. 
Non  mancheranno ovviamente i personaggi maschili: Ayumi si prenderà una bella cotta per Narushima, un ragazzo che lavora presso il giornale dell'Università. Purtroppo  verrà a  sapere che Narushima è innamorato  di un'altra ragazza, che pero' presto lo lascia. Ma lui sembra  ancora infatuato di lei. Piu' esuberante e sopra le righe è soprattutto Hirai, grande amico di Narushima e suo vicino di casa: i due infatti abitano in un complesso poco distante dalla residenza dei Saotome. 
Hirai è un farfallone di prima classe,  cerca  di ingraziarsi la molto sprovveduta Ayumi e di conseguenza provoca le ire  di Asami, che sembra  innamorata di lui. 
Dopo che Narushima viene definitivamente scaricato  dalla sua ragazza, il ragazzo decide di partire per  un lungo viaggio dal sud al nord del Giappone, scrivendo lettere ad Ayumi.  In realtà ad Ayumi arriverà solo una lettera, e nel frattempo trascorrono tantissimi mesi senza che lei abbia  piu' sue notizie.


cover di un volumetto giapponese
Ormai rassegnata e sempre a  corto di  soldi  (e di cibo, soprattutto quello visto che la nostra protagonista è una mangiona),  la ragazza trova lavoro come insegnante in un dopo scuola  serale  per bambini. Qui  farà  la conoscenza di Shigeo (proprio come il suo nomignolo)^^, un bambino estremamente intelligente ma anche tanto discolo e un po' capriccioso.
Dietro questa maschera vivace  in realtà Ayumi  scopre che Shigeo è  un bambino molto solo: il padre è un professore universitario che torna sempre tardi  a  casa e la madre li ha abbandonati. 
Frequentando la casa di Shigeo, di cui ormai è diventata amica, Ayumi  farà la conoscenza del signor Tanaka, il padre del  bambino.

Tra i due sembrerà nascere un certo  interesse e i  dubbi cominceranno ad assillare Ayumi: buttarsi in una relazione con un padre di famiglia divorziato o aspettare il ritorno di Narushima?

"Comment ne pas t'aimer" è una bella storia  che parla d'amicizia e d'amore. La nostra Ayumi, anche se 18enne  è parecchio inesperta e un po' bonacciona, particolari che apprezzeranno le lettrici piu' giovani in cui magari ci si possono immedesimare.
Non ci sono drammi, solo una presa di conoscenza di  Ayumi che si rende conto di essere  una donna indipendente, che ormai ha appunto raggiunto la maggior età e che  non vuole essere piu' trattata da bambina.
Per il resto c'è molta commedia, certe vignette mi hanno addirittura fatta ridere. Non ho solo gradito una scena, mi è  sembrata davvero un tantino esagerata ma non ne parlo per  non spoilerare troppo. 

Il tratto di Masako Yoshi, essendo una delle sue prime opere, non è dei migliori: ho notato ad esempio che le mani dei personaggi non sono  disegnate per niente bene, sembrano  quasi super-deformed.  Gli sfondi sono pochi ed essenziali. Come dicevo, il suo stile ricorda parecchio quello di Mitsuru Adachi (anche se poi,  facendo ricerche, nelle sue opere piu' recenti è totalmente cambiato).

L'edizione della Black Box in due volumoni comprende i  tre tankobon originali. E'assente la sovra copertina ma  il formato è bello ampio, 15x21.
Alla fine del secondo volume c'è  un  intervista di 2/3 pagine all'autrice, realizzata  appositamente per l'edizione francese. Il  prezzo per volume è un po' altino, 15.90€.

Se amate le commedie shoujo  vintage, gli anni '80 e volete una lettura  leggera ma non banale, questo manga fa per voi.

Storia: 7,5
Disegni: 7
Edizione Black Box Editions: 7,5.

6 commenti:

  1. La versione femminile di Mitsuru Adachi degli anni 80 ��
    Sembra molto carino e leggero ��
    Sono sicuro che l'autrice non arriverá mai in Italia, mi pare sia pubblicata solo in Francia ��

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    1. Esatto, la Black Box si è affezionata alla Yoshi e ha pubblicato un po' di sue opere^^. Nel blog avevo parlato in precedenza di due volumi unici <3

      Si esatto il suo tratto anni '80 nei disegni ricorda un po' Adachi, questa cosa l'ho letta da molti!

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  2. Che ansia la coppia che la chiama come il figlio morto D:
    A parte questo, le storie di formazione non mi dispiacciono ultimamente! ^^

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    1. Muahaha si XD Pero' le scenette sono talmente comiche che davvero fa ridere nonostante questo dettaglio.
      Si a me piacciono un sacco, se sono "giostrate" con intelligenza ^_^

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  3. Il paragone con Mitsuru Adachi non lo trovo molto allettante (come sai è un'autore che non ho mai amato), però lo stile dell'autrice mi piace molto -adoro la cover giapponese che hai postato- e se mai venisse pubblicato in italia sono sicuro che lo proverei.

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    1. Come saprai Adachi non piace neanche a me anzi....credo sia uno dei mangaka piu' sopravvalutati in Italia e del mercato italiano (insieme alla Takahashi...). Pero' è innegabile la vicinanza di stile di disegno della Yoshi a quello di Adachi. E questa storia , che per certi versi è molto simile a "Let the sunshine in" (unico manga suo che mi è piaciuto) li accosta ancora di piu'. Ma alla fine la somiglianza si ferma li, già in opere che ho recensito qui come "Tres cher Mozart" e "Dall'alto del mio mondo" non hanno assolutamente richiami Adiachiani XD

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